Il 19 marzo, si sa, è la festa del papà e il calendario ci ricorda di S.Giuseppe, patrono dei falegnami, dei lavoratori e protettore dei papà… 

Fare il papà oggi, diciamocelo, non è un mestiere facile. Essere compagni di vita di donne tendenzialmente #cagacazzo e #matuchenecapiscidifigli è decisamente una rottura.

Relegati a compiti amministrativi come pagare le bollette online o di natura pratica come cercare di aggiustare qualcosa anche se “Mio papà lo avrebbe fatto meglio e più in fretta” – recita la #cagacazzo di cui sopra – i papà moderni hanno ben poca libertà di interagire coi figli perchè “ai compiti ci penso io, che tu non sai nulla di metodologie scolastiche avanzate di staceppa” oppure “non farli sporcare, non lanciarli così in alto, ma sei matto?”…

Poveri papà…

Un compito importante a dire il vero ce l’hanno: sono indispensabili quando si tratta di insegnare ai figli ad andare in bicicletta! “Eh no caro, io faccio tutto! Alla bicicletta ci pensi tu!” però poi “mettigli il casco, i paragomiti, le polsiere, le antinfortunistiche…” che i figli sembrano un incrocio tra un transformer e l’uomo di latta del Mago di Oz…

Ora, non vorrei idealizzare troppo i vostri compagni di vita che non tirano giù la tavoletta del water, giocano alla playstation mentre voi siete sommerse di mestieri da fare e capricci da gestire, seminano scarpe e vestiti in ogni più nascosto meandro della casa… ma oggi è la loro festa… concediamogli un po’ di gloria!

Fare il papà, come dicevo, è difficilissimo! Mamme saccenti e bacchettone al cui confronto la Rottermeier sembra un chihuahua sotto valium, donne che vogliono far tutto da sé e dimostrare la propria autonomia economica e psicologica, fatto salvo per aprire i barattoli, per quelli serve sempre il papà, eh dai, vorrete fare qualcosa o no?

E adesso arriva il pezzo da novanta…le figlie femmine! Copie in miniatura delle madri, che bacchettano e sgridano i bambolotti peggio che in un campo di lavoro sovietico, umori altalenanti, picchi di felicità con canti e danze quando il papà dorme e pianti, lacrime e capricci quando il papà vorrebbe portarle a passeggio… e se poi fossero anche da pettinare? – 1 minuto di silenzio per i papà che si cimentano in treccine e capelli raccolti –

Auguri a tutti i papà che fanno con impegno il loro difficile mestiere,
che sopportano e supportano,
che magari parlano poco ma fanno tanto,
che si perdono i colloqui con gli insegnanti ma fanno gli straordinari per dare sostegno alla famiglia,
che amano i figli anche se non riescono a dirlo a parole,
Auguri al #Roby e al #Cella, i papà della mia vita.

Ma ora bando alle smancerie!
Da domani si ritorna all’attacco, perchè saremo #cagacazzo ma un po’ abbiamo ragione 😛

 

 

 

 

 

 

Categorie: #nonèunBlog

2 commenti

Donatella Invernizzi · 19 marzo 2018 alle 15:21

Hai ragione in tutto quel che scrivi…concediamo loro un giorno di gloria!
Ma vorrei chiudere il mio commento con le ultime parole di Rossella O’Hara, in Via col vento” : Domani è un altro giorno!”

Maria Barbara · 19 marzo 2018 alle 20:07

🙂

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