Agli addetti ai lavori che non si prendono troppo sul serio

ALERT: Contenuto non adatto agli influencer, ai guru del marketing e ai santoni del “vendere fa schifo” 

Lavoro in ambito digital, nel mio profilo LinkedIn non possono mancare le competenze SEO, ma se scrivo per me stessa e per il mio #nonblog posso dire “Chi SEO ne frega“? La risposta è “Certo che si!”.

Ho sempre avuto la passione per la scrittura ma ultimamente faccio veramente fatica a mandarla giù… saranno le logiche del web, sarà che tutti i clienti vogliono un blog (anche quelli che producono forcine per il CiccioBello), sarà che ti dicono già quello che devi scrivere e tu devi “confezionarlo un po’ meglio ma senza togliere questo o quell’altro e… quella parola la usiamo così anche se nessuno la cerca…”, sarà anche che questo lavoro è così inflazionato che tutti ma proprio tutti possono decidere di lavorare nel “digital” o sui “social”… e se non lo scrivo io lo scriverà un altro esattamente come lo avrei dovuto scrivere io (vedi qualche riga più su)…

E io sono molto incazzata! Si era capito, no?

Comunque, tornando al tema principe del post, dico “chi SEO ne frega” (ma non come chi dice che “vendere fa schifo” -aridaje- e mentre lo dice ti sta vendendo qualcosa!)

Non credo proprio che io corra il rischio di venire indicizzata da Google per qualsivoglia parola chiave che compilerò nel plugin di YOAST del mio sito… per cui “non ti curar di yoast ma guarda e passa” recita la voce della mia coscienza… Dopotutto questo #nonèunBlog e io #nonsonounablogger ! Per cui vai di dito medio!

Scrivo perché mi piace e ho qualcosa da dire (quasi sempre)… non voglio trovare il modo migliore per far digerire le ripetizioni, sempre in virtù di quel posizionamento nella SERP(e verde – perdonate il potterismo) che sembra il Sacro Graal dei cavalieri del web.

Sia chiaro, per lavoro continuerò ad essere SEO Friendly finché Google non ci separi, ma in questo misero angolo di mondo che mi appartiene, perché pago al Signor TOPHOST il dominio e lo spazio di archiviazione, le regole le faccio io! Evviva!

Questo è il mio manifesto! Non scriverò nulla su questo sito che sia finalizzato a farmi trovare su google o ad alimentare la mia reputation, anzi, se lo vorrò, potrò cercare di rovinarmela, per esempio scrivendo un inno alla #caccapupù (cosa che non sarebbe poi così male…).

L’art pour l’art, dicevano dei noti francesi (che conosco ma non vi cito, così vi faccio provare l’ebbrezza di cercare su google e vedere all’opera la sopracitata SERPe verde)… e io dirò – in italiano perchè in questo misero angolo di mondo si parla questa lingua – la scrittura per la scrittura… Pensieri a voce alta, racconti che mi piace condividere, cose a caso e anche no.

Voce fuoricampo: Avviati a una conclusione! Testi troppo lunghi vengono abbandonati… su, su!

Io: Pardon! Provvedo!

All’apparenza sembrerà un discorso senza senso, e probabilmente sarà anche vero. Ma avevo bisogno di tracciare i confini del mio territorio (esatto, proprio come le tigri, in pratica sto pisciando intorno al mio sito per non far entrare gente indesiderata… forse detta così fa schifo ma a volte le  maniere forti sono più incisive), un luogo dove poter esprimere i miei pensieri, un diario più o meno segreto che può leggere solo chi ha le chiavi e quei maledetti (Jim, Paul, Jane, Fred…) che spammano in inglese nei commenti e che vogliono farmi raggiungere visibilità e bla bla bla.

E no, non è un nuovo inizio, non prometterò contenuti freschi ogni giorno, perchè se ancora non lo avete capito #nonèunBlog (detto con faccia arcigna, sopracciglia aggrottate e denti digrignati), ma magari ci vediamo domani… chissà… perchè, dopotutto, chi Seo ne frega!

 

 

 

 

Categorie: #nonèunBlog

3 commenti

Daniela · 31 gennaio 2018 alle 18:58

È un bellissimo manifesto e lo condivido appieno! Tutte queste regole per scrivere sul web ti fanno passare un po’ la voglia di farlo e rendono i testo piatti.
E comunque sì, si capisce che sei molto incazzata 🙂

Chiara Milesi · 2 febbraio 2018 alle 11:28

Si, si è si! Mi piace questa Maria Barbara! Mi piace questo articolo è aspetto con ansia l’inno alla #caccapupù! Regole, schemi e direttive uccidono la scrittura e rendono tutto freddo e distaccato. La scrittura è emozione (in questo caso è rabbia) e così deve essere sempre!

Buona scrittura in questo meraviglioso #nonblog

    mary · 2 febbraio 2018 alle 11:46

    Grazie, è bello essere compresi 🙂

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